AYANO YAMAMOTO
Ayano Yamamoto | Equilibrio del vuoto In occasione del Far East Film Festival FEFF28 Orario di visita dal 25 al 30 aprile ore 10-12 16-19 dal 6 al 29 maggio mer giov ven 17-19 o su appuntamento L o S t u d i o …
Ayano Yamamoto | Equilibrio del vuoto In occasione del Far East Film Festival FEFF28 Orario di visita dal 25 al 30 aprile ore 10-12 16-19 dal 6 al 29 maggio mer giov ven 17-19 o su appuntamento L o S t u d i o …
SIMONE PONZI | TERRE DENSE a cura di Pasquale Fameli L’ARIETE artecontemporanea via Marsili 7 Bologna dal 21 03 al 18 04 2026 | chiuso 06 04 2026 da lunedì a sabato 17.00 – 19.30 o su app 348 9870574 Seconda personale in galleria di …

L’ A R I E T E artecontemporanea via Marsili 7 Bologna
24 genn-21 febbr 2026 | da lunedì a sabato ore 17-19.30
chiuso 2 febbr |www.galleriaariete.it| Info 348 9870574

nell’ambito di ART CITY Bologna 2026 e ART CITY White Night, in occasione di Arte Fiera
giovedì 5 e venerdì 6 ore 15-20 | sabato 7 ore 15-24 | domenica 8 ore 15-20
Sabato 7 Colazione in galleria VIP program Arte Fiera ore 9-11
Opening 24 gennaio ore 18.00
En_gramma è una mostra personale di Gianluca Cingolani, appositamente concepita per la Galleria L’Ariete artecontemporanea di Bologna. Curata da Pasquale Fameli, l’esposizione si compone di 7 opere a stampa ink-jet su carta di riso, 4 video, un’installazione in faggio massello e 13 strutture lignee in pioppo e tulipier. Queste opere nascono da una riflessione sulle modalità simboliche della memoria. Come spiega il curatore della mostra, la ricerca di Cingolani “riconnette dimensioni immateriali apparentemente inconciliabili, eppure fittamente intrecciate: la memoria dell’uomo e quella dei supporti digitali. I nuovi media hanno ampliato oltre ogni limite le capacità della memoria umana: hanno perfezionato tecnicamente le possibilità di acquisire, riversare, duplicare, conservare e restaurare i dati. La loro è una memoria basata sulla scrittura, sulla codificazione alfanumerica di informazioni sonore e visive, in grado di custodire e trasmettere la scrittura stessa. Ma è una memoria che, al pari di quella umana, può essere alterata o disturbata da interferenze inattese”. Quelle di Cingolani si presentano infatti come “scritture enigmatiche, codici onirici e imprecisate tracce mnestiche che si sedimentano e si stratificano nella dimensione virtuale della composizione digitale”, per poi tornare alla materia. Il rapporto tra materialità e immaterialità caratterizza tutto il percorso espositivo di En_Gramma: i segni immateriali sono infatti contenuti in strutture lignee che invitano lo spettatore ad accostarsi, a guardare dentro, a toccare, nella “necessità di restituire i segni alla realtà che li ha generati: il richiamo della materia contro il rischio di dissolverli, di perderli per sempre”.

Gianluca Cingolani (Macerata, 1964) lavora su ampi registri, tra musica, video e fotografia elaborati attraverso la composizione digitale, realizzando opere che si misurano con i grandi temi della storia. La memoria, la scrittura, i linguaggi sono il terreno sul quale si muove la sua ricerca artistica, una ricerca sempre attenta al raccordo delle tecniche del mondo digitale con la materia viva, con la luce nelle sue declinazioni naturale/artificiale.
Gianluca Cingolani ha esposto i propri lavori in istituzioni museali, luoghi storici, grandi eventi prediligendo l’esposizione delle sue opere in forma di installazione site-specific.
Nel 2010 ha presentato all’Expo di Shanghai la video installazione FR12 Lucerna Iuris. Nel 2012 presso la Certosa di San Giacomo (Capri) con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attivita culturali e turismo (MIBACT) ha realizzato l’installazione site – specific Italiani in Cina Note di viaggio fra il visibile e l’invisibile. Nel 2016 per il Museo di Palazzo Fava, Genus Bononiae (Bologna) ha creato l’installazione audio-video FR17.3 On the Mark III. Nel 2024 per la Porta di Milano – Aeroporto internazionale Malpensa ha realizzato il progetto installativo Graphiae. Del 2019 è la sua mostra personale , Fragmenta, presso il Today Art Museum di Beijing.

ALBERTO GUERRERO Of Void and Mystery | Vuoto e Mistero Prima personale dell’artista spagnolo Alberto Guerrero a Bologna ideata per gli spazi della galleria e dedicata a due temi portanti della sua visione poetica e della sua ricerca pittorica per i quali l’autore utilizza tecniche …
L’ARIETE artecontemporanea | Pad 12 Stand F7 Il Premio Casarini Due Torri Hotel per la Pittura Under 40, alla sua decima edizione, è stato attribuito all’opera Fiori di carta (2024-2025) di Marco Sisto presentata da L’Ariete artecontemporanea, Bologna. La giuria composta da Dario Tomasinelli, curatore, …

RETROPHUTURE | Fabrizio Passarella
DREAMS In the Realm of Penumbrae
Installazione video / Disegni / Opere digitali | 2022/25
1 / 2 / 3 / 4 / 5 ottobre 2025 ore 17 > 21 | Info 348 9870574
Mercoledì 1 ottobre ore 18 presentazione del volume DREAMS
Sabato 4 ottobre Giornata del Contemporaneo

Chi va là? Ah benissimo, fate entrare l’infinito. Louis Aragon
Fabrizio Passarella | Retrophuture … Questo evento non è stato concepito come una mostra, bensì come un progetto articolato, una grande installazione composta da una maxiproiezione video/sonora nella prima grande sala della galleria, una serie di disegni e opere digitali (stampe su plexiglas e lightbox) nella seconda sala e un libro di immagini e testi poetici. Assieme alla responsabile della Galleria, Patrizia Raimondi, si è concordato di esporlo per un periodo limitato per sottolinearne la caratteristica straordinaria, simile a un sogno, che non si può ripetere o prolungare. Da tempo vado infatti riflettendo su un’arte che sia più evanescente, più maneggevole, meno aggressiva; che richieda meno spazio fisico e più meditazione. Un’arte che riproduca da vicino i meccanismi mentali e percettivi. Che possa essere proiettata, trasformando lo spazio, creando un breve momento magico per poi svanire.
Il progetto è la distillazione di oltre due anni di lavoro. È iniziato, infatti, quasi per caso, nell’autunno 2022, usando una bella foto di un angelo neoclassico scattata a Capodimonte per realizzare un’opera digitale. Sorprendentemente, il mondo della metafisica e del surrealismo è riaffiorato inconsciamente e in maniera junghiana, attraverso una specie di automatismo visivo in cui convenivano spunti poetici, spezzoni di sogni, visioni ipnagogiche, ricordi e immaginario retrofuturista, reperiti con una meticolosa e quasi medianica ricerca iconografica prima e poi con l’uso delle AI visive. Il carattere onirico delle composizioni – e la geniale scritta su un edificio della “città metafisica” di Tresigallo – hanno a loro volta suggerito il titolo generale e quelli delle singole opere. È stato come tornare alla primitiva purezza del simbolo (non necessariamente da interpretare), che si rifletteva nella chiarezza di linee delle bellissime architetture razionaliste, che avevano ispirato ed erano state ispirate dalla pittura metafisica e dalla Neue Sachlichkeit. Un’uscita dal delirante ingorgo semiologico e semantico di indicazioni, slogan, false piste, ossimori orwelliani, sfacciate aggressioni visive in cui siamo sommersi. Soprattutto in un momento in cui il vecchio Titanic europeo, in piena decadenza, sembra essere sull’orlo del suo terzo (e probabilmente definitivo) suicidio nel giro di un secolo.
Questa serie di lavori riflette infatti sia la dolcezza nostalgica di un futuro mai veramente compiuto che la struggente malinconia per il naufragio di un continente che sembra, da sempre, destinato a raggiungere vette vertiginose di bellezza e raffinatezza per poi divorare ciclicamente se stesso. Il tutto trasportato in un’atmosfera di penombra e di infinite fughe prospettiche, dove i personaggi mitologici vestono lamè e frac viennesi, danzando valzer fra e con giganteschi centrotavola in porcellana mitteleuropea. L’idea era di realizzare immagini che avessero come riferimento principale la poesia, soprattutto quella parasurrealista di Yvan Goll e Paul Celan, probabilmente i due più grandi poeti dell’ultimo secolo. È stato sorprendente ed affascinante vedere riemergere il Mito e le divinità classiche in maniera inattesa ma inconfondibile, quasi che l’anima collettiva d’Europa si esprimesse una specie di écriture automatique elettronica, a confermare la tesi hillmaniana secondo cui gli dèi si sono nascosti nelle pieghe del mondo moderno, o, come ben aveva compreso Gustav Jung, parafrasando l’oracolo di Delfi: CHE LO SI INVOCHI O NO IL DIO È COMUNQUE PRESENTE.

IL VIDEO
Una quindicina d’anni fa ho abbandonato definitivamente la pittura e mi sono dedicato al video e al suono elettronico, che richiedono solo un laptop e una piccola tastiera, mantenendo comunque la manualità del disegno su piccoli quaderni che si possono riempire di segni e progetti e – come un laptop – portare facilmente dovunque, come si vede dall’installazione di disegni ispirati dalle opere digitali. Dalla serie di 14 composizioni digitali ho ricavato successivamente le clips del video, pensato come una successione di quadri animati su palcoscenici metafisici, su cui si dispongono personaggi, simboli, architetture oniriche ed elementi accostati secondo lo slogan Lautréamontiano: come l’incontro fortuito, su un tavolo operatorio, di una macchina da cucire e un ombrello. Sebbene abbia usato anche le AI con parsimonia per animare alcune figure ed elementi, dato che detesto l’aspetto volgarmente oleografico e cinematico dei video generati interamente dall’intelligenza artificiale, ho mantenuto le caratteristiche artigianali e un po’ naif dell’animazione in parallasse poiché i risultati sono senza dubbio molto più poetici, seppur esasperatamente laboriosi. Un poco come un’artigianalità alla Méliès in versione digitale. La soundtrack, realizzata con sintetizzatori e software DAW, amplifica il senso di spaesamento e malinconia, attraverso tappeti sonori stranianti e tocchi di piano filtrato e riverberato. Ho sempre trovato affascinante come “costruire” musica elettronica assomigli moltissimo al processo di realizzazione di video e immagini digitali. Per cui suoni e immagini si integrano perfettamente e permettono di avere il controllo totale sulla realizzazione dell’opera.
IL LIBRO
Volume di 64 pagine, cm.25 x 17.5, contenente 14 immagini (opere digitali e disegni) e altrettanti testi poetici in italiano e inglese (uno dei quali è stato usato all’inizio del video), frutto di una pionieristica collaborazione con l’AI.

RETROPHUTURE (Fabrizio Passarella)
Nato a Contarina (Ro) nel 1952, ha studiato al Liceo Artistico e Pittura all’Accademia di Belle Arti (Bologna). Ha iniziato ad esplorare video, digital painting e musica elettronica sin dai primi anni ‘80 attraverso installazioni/eventi multimediali che integravano musica, interventi pittorici, performance e primitivi video elettronici. In quel periodo ha realizzato numerose installazioni/performance (fra le quali Il mattino dei maghi, Festival di Sant’Arcangelo; Studio Marconi, Milano – con Nanda Vigo e GMM, GAM Bologna). È stato uno degli artisti della prim’ora del Medialismo/Pittura Mediale, movimento organizzato dal critico e teorico Gabriele Perretta, che ha dato il via alla nuova figurazione e al neoconcettuale, anche digitale, dagli anni novanta a oggi. Negli anni, come pittore e artista polimediale è stato invitato a numerose mostre in gallerie, fondazioni e musei da curatori nazionali e internazionali e in grandi retrospettive sulla pittura italiana del XX° secolo. Nel 2010 abbandonata definitivamente la lunga stagione pittorica e avvia il progetto poli-mediale RETROPHUTURE – Neurotronik TV. Il progetto è stato presentato per la prima volta nel 2011 nella mostra personale Untergang a The Gallery Apart, Roma. Da allora è stato invitato a importanti manifestazioni come Art First (videoinstallazione Jeratica, Palazzo Re Enzo, Bologna 2010), “In what we trust” (Art Miami Pavilion, 2010), roBOt Festival (video Sipping Soma, Bologna 2013), Santorini Biennale 2014 (vincitore 3° premio), 4 Bienal del Fin del Mundo (varie sedi museali Argentina, Cile 2014/15), “Meta-Cinema – Festival non competitivo delle audiovisioni ibridanti – first/second edition” (Accademia di Belle Arti, Bologna 2015/16), Il Giardino Rabescato (installazione, videomapping, performance live, Museo medievale Bologna 2016), Bienal de Curitiba (Brasile, 2017), MIBart Festival (Milano 2017), Ibrida Festival (Forlì 2017), “Video #01,#02, indagine sulla videoarte” (L’Ariete artecontemporanea Bologna 2017/18), “Videoinsight© Collection”, (Polo Museale, Palermo 2017), Destiny, video (L’Ariete artecontemporanea, Bologna 2018), “Revolutions” (Castel Sismondo, Rimini), Underwater Suite, Video + live show (Grossmünster, Zürich 2018), Heroes of Vision – Mitropa Café | Video works 2008/19, maxi installazione immersiva/videomapping (Art First, Spazio Orea Malià, Bologna 2019), Sacred Dreams, videomapping (Castello di Odawara – Giappone 2019), Angelus Solus, videomapping (ACSEE Festival, Castello di Datong – Cina 2020), Abschiedselegien (Wunder und Wunden), “Festival Visioni Urbane” (Museo Spazio Pubblico 2021). Nel 2017 alla sua opera Il Giardino Rabescato – The Arabesque-adorned Garden (video e libro, firmati per la prima volta come Azuz Baba), è stato assegnato il Premio Videoinsight© durante Artefiera Bologna. Successivamente è stato invitato dalla stessa Fondazione Videoinsight© alla mostra “Lovebombing Gaslighting”, durante Artissima (Torino, 2022). Nel 2023 in occasione di ArtCity, la galleria L’Ariete artecontemporanea di Bologna ha presentato una sua mostra antologica dal titolo Angelus Novus con opere dagli anni ’80 ad oggi significative del suo articolato percorso artistico e concettuale attraverso pittura, scultura, lightboxes, composizioni digitali, video e musica elettronica. Nel 2024 è stato presente con il video The Desert Knows me Well alla Prima Biennale di Durrës dedicata all’AI (Albania). Lo studioso di videoarte Piero Deggiovanni ha dedicato un capitolo al suo lavoro nell’ “Antologia critica della Videoarte italiana 2010-2020” Edizioni Kaplan Torino 2019.
MARCO SISTO mettete dei fiori nei nostri cannoni a cura di Eleonora Frattarolo opening martedì 17 giugno ore 18 Preview mostra 17 – 21 giugno | Opentour 23 – 28 giugno 2025 L’ARIETE artecontemporanea via Marsili 7 Bologna dal 18 al 25 06 ore 17-19.30 …
GIULIA DI CLEMENTE Requiem sequentia a cura di Giorgio Bonomi Opening GIOVEDI’ 15 maggio 2025 ore 18 L’ARIETE artecontemporanea via Marsili 7 Bologna 15 05 – 14 06 2025 | da lunedì a sabato ore 17-19.30 o su app | Info 348 9870574 | chiuso …

FREEZE FRAME | Fragola Giampaglia
a cura di Pasquale Fameli
Vernissage sabato 5 aprile 2025 ore 18
Finissage sabato 3 maggio 2025 ore 18
L’ARIETE artecontemporanea via Marsili 7 Bologna
05 04 – 03 05 2025 | da lun a sab ore 17-19.30
o su app|Info 348 9870574|www.galleriaariete.it
chiuso domenica e 21 aprile 25 aprile 1 maggio
###
Evento 29 04 2025 ore 18 La finanza incontra l’arte
Freeze Frame opere oltre l’intelligenza artificiale
UFFICIO CF WIDIBA Piazza Galileo 6 Bologna

FREEZE FRAME – progetto artistico presentato da Piero Fragola e Matteo Giampaglia in una installazione in galleria a cura di Pasquale Fameli – nasce dallʼesigenza di esplorare il confine tra la pratica manuale e le nuove forme della creatività digitale. Le opere connesse a questo progetto nascono dallʼinterazione tra intelligenza artificiale e sensibilità umana, combinando algoritmi text-to-image, editing digitale e pittura a olio. La programmazione dei software genera una serie di corpi androgini che, una volta riprodotti su tela, assumono unʼimpropria consistenza. Il processo di elaborazione delle immagini culmina poi nellʼintervento pittorico che accentua gli effetti tonali del muschio che li ricopre. La generazione delle immagini non avviene mediante lʼinserimento di prompt preimpostati, ma scritti appositamente per escludere i preset, gli stili predefiniti del software. La discrezione dellʼintervento pittorico vuole portare poi lʼosservatore a interrogarsi sul confine tra il risultato digitale e lʼapporto manuale, generando una coalescenza, una fusione irreversibile tra le due entità. Ne scaturiscono figure ibride, che abitano un universo sospeso tra realtà e simulazione: identità imprecisate che popolano un mondo posto al di fuori di qualsiasi coordinata spaziotemporale. La distinzione tra passato, presente e futuro è messa in discussione insieme a ogni convenzione relativa al genere, allʼetà e allʼetnia dei soggetti ritratti. Lʼibridazione tecnica ed estetica che sta allʼorigine di queste immagini intende offrire una visione poetica della transizione continua e riflettere lʼambiguità che caratterizza lʼepoca attuale. Alle tele che raffigurano questi soggetti algidi e sospesi si affianca un loop video che esplora la trasformazione perpetua della materia naturale, interpretata anchʼessa dal software: un morphing infinito di roccia e di muschio che rimanda al conflitto tra origine ed evoluzione, puntellato da sculture in ceramica utili a fissare, in risultati materiali, alcuni stadi dello stesso processo.
| FREEZE FRAME | FRAGOLA GIAMPAGLIA |

Piero Fragola è un artista digitale poliedrico, attivo sia nel campo visivo che in quello sonoro. Docente presso la LABA e lo IED di Firenze, ha insegnato in precedenza al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Designer della Tiptop Audio, si è esibito a livello internazionale con progetti musicali come We Love e ANGLE. Ha inoltre collaborato con Virgilio Villoresi per Ni1 e ha realizzato ologrammi 3D per lo spettacolo Sei Gradi della compagnia teatrale Santasangre. I suoi video musicali, creati insieme a Matteo Giampaglia, sono stati selezionati per Invideo, Mutek e il Berlin Music Video Awards. Il video MEFF 2019 ha vinto il premio Leonardo da Vinci, conferito dalla Florence Biennale. Nel 2024, insieme a Matteo Giampaglia, ha realizzato le opere per la mostra collettiva IʼM NOT A ROBOT, ospitata presso la Gigi Rigliaco Gallery e negli spazi espositivi dellʼAccademia di Belle Arti di Lecce, dedicata allʼuso dellʼintelligenza artificiale nellʼarte figurativa.
Matteo Giampaglia ha iniziato il suo percorso come illustratore, studiando pittura allʼAccademia di Belle Arti di Firenze. Dopo aver sperimentato con grafica e fumetto, ha sviluppato opere intermediali con materiali poveri, esposte in spazi temporanei. Tra il 1997 e il 1999 ha collaborato con collettivi artistici, realizzando dipinti, video e installazioni, per poi passare, dal 2005, al settore della moda come decoratore tessile. Dal 2012 è tornato alla pittura. Tra il 2016 e il 2019, la rivista A.D. Italia gli ha dedicato quattro pubblicazioni, selezionando sette opere conservate in collezioni private tra Firenze, Londra e Tel Aviv. Ha collaborato con Piero Fragola alla realizzazione di videoclip selezionati per festival internazionali e alla mostra collettiva IʼM NOT A ROBOT.


INCONTRI POETICI IN GALLERIA
Lunedì 14 aprile 2025 alle 18 primo incontro nell’ambito della rassegna con gli autori di Cartacanta ‘Il segreto in mostra’ in collaborazione con la rivista clanDestino. Alì Abbadi Fatmi – giovane poeta vincitore del premio Le stanze del tempo 2024 Fondazione Claudi e autore di ‘Una casa blu’ – dialoga con i poeti Eva Laudace e Davide Rondoni










FABIO TORRE | IN FOCUS L’ARIETE artecontemporanea via Marsili 7 Bologna 01 03 – 02 04 2025 | da lunedì a sabato ore 17-19.30 o su app | Info 348 9870574 | www.galleriaariete.it Il progetto IN FOCUS rappresenta un nuovo segmento della ormai venticinquennale ricerca di …
L’ARIETE gallery Halle 1 H1/B20 VIP Preview 19.02.2025 13–20 Uhr Öffnungszeiten 20.–22.02.2025 11–19 Uhr 23.02.2025 11–18 Uhr Messe Karlsruhe Messeallee 1 D-76287 Rheinstetten
Natura Naturans
Francesco De Biasi Jingge Dong
Andrea Mazzola Weixuan Guo
a cura di Lucia Rossi e Ziyi Liu
in collaboration with ZIAN Gallery China
Opening sabato 11 gennaio 2025 ore 18
L’ARIETE artecontemporanea via Marsili 7 Bologna
11 01 15 02 2025 | da lunedì a sabato ore 17-19.30 | chiuso 05 02 2025
o su app | Info 348 9870574 | www.galleriaariete.it


nell’ambito di ART CITY Bologna 2025 in occasione di ARTEFIERA
aperture speciali ART CITY Bologna 6-9 febbraio 2025
giov 6 e ven 7 ore 15-20 | sab 8 ore 15-24 | dom 9 ore 15-20
Un progetto di interazione artistica Italia Cina promosso da L’ARIETE artecontemporanea (I) e ZIAN gallery (China) a cura di Lucia Rossi e Ziyi Liu che vede in dialogo opere di quattro artisti, due artisti italiani, Francesco De Biasi e Andrea Mazzola e due artisti cinesi, Jingge Dong e Weixuan Guo.
Natura Naturans rimanda all’azione tipica della natura, che è quella di produrre la propria realtà e che, secondo la definizione di Spinoza, essendo un’entità che è causa efficiente di se stessa, si trova sempre in perpetua attività rigeneratrice. È attraverso questa natura naturante che i quattro artisti si confrontano su un aspetto particolare della loro ricerca, pur nelle diverse e personali narrazioni stilistiche. La mostra diventa una visione che indaga il mondo naturale come spazio di vita e di essenze, di continue nascite e decadimenti, in una poetica della ciclicità dell’eterno ritorno. Gli artisti si inseriscono in questo movimento infinito della natura e ognuno, con una propria personale unicità, ne rappresenta il volto imperfetto e l’aspetto mutevole, creando un linguaggio pittorico che trascende i confini, unisce l’Oriente e l’Occidente e riporta in superficie la profonda relazione tra entità differenti, il rapporto uomo-natura e le infinite possibilità di trasformazione della realtà. Lucia Rossi

FRANCESCO DE BIASI (Castelfranco Veneto 1993) ha frequentato il New Cambridge Institute con indirizzo scientifico e l’Accademia di Belle Arti di Venezia, vive e lavora a Venezia. ‘Le opere appartengono al ciclo progettuale ‘Repeatogram’, ricerca sul valore della ‘ripetizione’ che prende forma di cristallizzazioni di colore. Frames di sensazioni e di memorie fuori fuoco e nitidi pixel, dipinti in acrilici su tela come sfaccettature di pietre preziose, compongono un’esperienza volumetrica attraverso una illusione ottica, una esperienza visiva che ci chiede: cos’è la realtà se non una percezione ipoteticamente tanto pura quanto falsata di ciò che vediamo?’

JINGGE DONG (Beijing, China 1989) ha frequentato l’Università Normale di Shanghai, l’Accademia d’Arte Nazionale Cinese e l’Accademia di Belle Arti di Venezia, vive e lavora a Venezia. ‘Nelle sue opere ha portato a compimento il sincretismo tra la pittura guohua e le iridescenze dei coloristi veneziani’. ‘L’artista sperimenta un incontro tra mondi e sensibilità diverse che vengono fusi in un processo complesso di sincretismo culturale. Convivono così nella sua pittura universi lessicali, strutture sintattiche e modalità espressive che provengono da più luoghi e da contesti culturali differenti, in cui alto e basso, parte visiva e mentale si toccano continuamente’.

ANDREA MAZZOLA (Milano 1980) vive e lavora a Berlino. Ha tenuto mostre personali e collettive in istituzioni pubbliche e gallerie. ‘I suoi dipinti possono essere letti come frammenti di narrazioni attraverso i quali l’artista esplora le dinamiche della Natura nel mondo contemporaneo e la percezione della realtà. Le opere di Andrea Mazzola si spostano tra sfera intima e universale, strutture e loro contenuto, collegando caos e ordine. A volte mostra atmosfere surreali, ma non concepisce un mondo che non esiste. I personaggi, gli scenari che dipinge fanno parte di un’esperienza umana, a volte visibile, a volte no; non per questo sono irreali’.

WEIXUAN GUO (Quanzhou, China 1974) ha frequentato l’Accademia d’Arte Nazionale Cinese, vive e lavora a Hangzhou e Pechino. ‘Venendo dalla tradizionale pittura a inchiostro cinese, ha poi cercato l’integrazione dello spirito e della natura nei dipinti a olio riducendo la saturazione della sua gamma cromatica. In questa ricerca le sue opere sono permeate di una nozione di contemplazione Zen generata dall’antica estetica cinese. Insistendo sulla verità delle apparenze naturali, l’artista evita deliberatamente le leggi elementari della prospettiva così come l’uso delle ombre per rappresentare la manifestazione – invece della riapparizione – della natura’.








Se chiudo gli occhi il buio non mi vede. Atto I a cura di Niccolò Bonechi in collaborazione con Raccolta Lercaro Bologna opening sabato 30 novembre ore 18 L’ARIETE artecontemporanea Via Marsili 7 Bologna 30 11 2024 08 01 2025|Info 348 9870574|www.galleriaariete.it da lunedì a …
A R T E I N N U V O L A 2024 LA NUVOLA 21/24 novembre viale Asia 40/44 Roma Eur L’ARIETE artecontemporanea Main Section -1 general floor VIP Preview 21 nov ore 12 – 21 22/23/24 nov ore 10.30 – 20.30

Verona Fiere | Pad 12 F7 | L’ARIETE artecontemporanea
OPERE DI
JINGGE DONG | ARCANGELO | OMAR GALLIANI | MIMMO PALADINO | VANNI SPAZZOLI | LUCA FRESCHI | CARLOTTA PASSARINI | SIMONE PONZI | FRANCESCO DE BIASI | LUCA LANZI | ETTORE FRANI








OLTRE LE AVANGUARDIE. PITTURA ’80 ‘90 OPERE DI ARCANGELO | Bruno CECCOBELLI | Sandro CHIA Enzo CUCCHI | Omar GALLIANI | Franco GUERZONI | Aldo MONDINO Luigi ONTANI | Mimmo PALADINO | Piero PIZZI CANNELLA | Pierluigi PUSOLE L’ARIETE artecontemporanea Via Marsili 7 Bologna 19 …
SOLO DISEGNO Carolina Alberghini | Ludovica Gilardi | Filippo Giordano Laura Pedretti | Gaia Terranova | Ilaria Venturini Pittura Arti Visive | Fashion design | Grafica d’Arte a cura di Eleonora Frattarolo opening giovedì 20 giugno ore 15 – 23 L’ARIETE artecontemporanea via Marsili 7 …

BETH MOON | OMAR GALLIANI opere
opening sabato 20 aprile 2024 ore 18
L’ARIETE artecontemporanea via Marsili 7 Bologna
Dal 20 aprile al 14 giugno 2024 # chiuso 25 04 e 01 05 2024
Da lunedì a sabato 17-19.30 o su app | Info 348 9870574
www.galleriaariete.it | facebook | instagram

In mostra una selezione di opere di due artisti – Beth Moon e Omar Galliani – presenti in galleria negli ultimi anni in occasione di esposizioni personali e progetti istituzionali.
Di Beth Moon – dopo la personale ‘Between Earth and Sky’ del 2014 e la mostra ‘Diamond Nights’ del 2017 – la galleria presenta in questa occasione la suite ‘Thy Kingdom Come’ del 2006 2007. Tempo, memoria e natura sono i temi centrali delle opere dell’artista americana che, nelle fotografie fine art da lei stampate al platino palladio, cattura la magica sospensione tra innocenza dell’infanzia e ombre oscure della natura rivelando una attenzione profonda e insieme istintuale per il modo in cui il tempo, la memoria e la natura concorrono a far comprendere all’uomo il proprio essere nell’universo.

Di Omar Galliani – dopo la personale ‘Chlorophelia’ a cura di Eleonora Frattarolo in collaborazione con Fondazione Zucchelli di Bologna del 2016 – la galleria presenta in questa occasione tre significative opere, appartenenti a cicli come ‘Il Sutra del diamante’ e ‘Nei gioielli’, nelle quali attraverso un disegno raffinatissimo ‘luci ed ombre sono in dialogo costante, neri intensi e soffusi evocano e smaterializzano le raffigurazioni in una riflessione sull’arte ed i suoi linguaggi silenziosi e significanti, con uno stile che affonda le sue radici nella tradizione figurativa italiana al contempo innovativo e contemporaneo’.

VANNI SPAZZOLI # ORIZZONTI a cura di Pasquale Fameli fino al 13 aprile 2024 L’ARIETE artecontemporanea presenta nella sua sede ‘Orizzonti’, personale di Vanni Spazzoli dedicata ad un nuovo ciclo di lavori basato sulla sovrapposizione di due piani distinti che ci inducono a distinguere alto …
VANNI SPAZZOLI ORIZZONTI a cura di Pasquale Fameli dal 2 marzo al 13 aprile 2024 L’ARIETE artecontemporanea via Marsili 7 Bologna da lunedì a sabato 17-19.30 o su app 348 9870574 Dal testo ‘Orizzonti imperfetti’ di Pasquale Fameli I recenti Orizzonti sembrano scaturire da un …

art K A R L S R U H E 2024
L’ARIETE gallery | Hall 1 H1/C28
# images and information on art karlsruhe online directory #
https://ausstellerverzeichnis.art-karlsruhe.de/vis/v1/de/exhibitors/art24.85650
YUMI KARASUMARU | LEARNING FROM THE PAST 温故知新 Prima personale dell’artista giapponese Yumi Karasumaru in galleria. In mostra una nuova serie di dipinti dal titolo ‘Learning from the Past‘ insieme a recenti serie di opere a tecnica mista su tela dal titolo ‘Shin-Design + Plus’. …
L’ A R I E T E artecontemporanea 23-26 nov 2023 | stand D43 D45 VIP preview 23 11 ore 12.30 Vernice su invito 23 11 ore 18 – 21 24 25 26 novembre ore 10.30 – 20.30 LA NUVOLA viale Asia 25 Roma Eur …