CHILD ABUSE

CHILD ABUSE | link https://www.aosp.bo.it/content/filmostra-child-abuse

La mostra d’arte contemporanea CHILD ABUSE, promossa da Alma Mater Studiorum-Università degli Studi di Bologna e dal Policlinico S. Orsola, nasce all’interno del progetto europeo transnazionale ProChild, avente come referente per l’Italia le due Istituzioni citate. Tale progetto ha come obiettivo e finalità la protezione e il supporto di minori abusati attraverso interventi multidisciplinari, e mira a creare un modello di cooperazione integrato tra stakeholder coinvolti nelle attività di risposta ai casi di violenza sui minori.
Il progetto europeo ProChild, che coinvolge Italia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Regno Unito, affronta il fenomeno della mancanza di segnalazione e denunce dei casi di violenza e la frammentazione dei servizi nell’assistenza alle vittime, e definisce un approccio comune basato sulla complementarietà delle competenze per il miglior interesse del minore. Il progetto è di rilevante importanza inquanto permette alle vittime e ai detentori della responsabilità genitoriale di ricevere un’informazione adeguata, supporto, protezione, e un migliore accesso ai procedimenti giudiziari. E’ altresì di grande interesse culturale per una scelta ad oggi unica in questa tipologia d’interventi multidisciplinari: l’inclusione di una mostra d’arte virtuale (per mezzo di un video d’Autore), nel ventaglio degli strumenti atti al complesso e delicato compito di sensibilizzazione verso l’abuso sui minori.

A partire dalla fine dell’800, con l’incalzare di una sempre maggiore attenzione sociale verso le componenti della personalità, di cui gli scenari rivelati dalla psicoanalisi forniranno diffusa testimonianza, nelle arti visive, nella poesia, nella letteratura, nel teatro, nella musica, si delineano poetiche sensibili verso i disagi psichici e le ripercussioni, sull’io, di violenze fisiche e psicologiche di varia natura. Nei primi decenni di questo nuovo millennio, poi, anche a causa del numero elevato di morti violente di donne, di nuovi modelli di schiavitù legati ai fenomeni migratori, di sopraffazioni su minori agite da organizzazioni malavitose o addirittura legalizzate, si afferma nell’arte una linea di ricerca che ha come oggetto la violenza su donne, bambini, figure di particolare fragilità.

A causa delle restrizioni conseguenti all’attuale pandemia di Covid 19, la mostra CHILD ABUSE, come già accennato, viene diffusa per mezzo di un video d’Autore, in grado di connettere visivamente le diverse realtà che hanno concorso alla sua promozione e realizzazione. Fili conduttori della struttura narrativa sono le opere d’arte, anche poli connettivi di persone e luoghi nevralgici per la sua costruzione: gli artisti e i loro studi, i galleristi prestatori di opere e le loro gallerie d’arte, i medici e i legali afferenti al reparto Pediatria dell’Ospedale S. Orsola. Tessere di un insieme le cui voci in questo cammino visivo scandiscono saperi e competenze molteplici, ma omogenee a un comune obiettivo etico.

A CHILD ABUSE partecipano artisti da sempre attenti al mondo di un’infanzia e di un’adolescenza turbata, violata, abusata, dove il nucleo e l’essenza del discorso originario lievita per mezzo del linguaggio artistico, che ne amplia il senso ed evoca ulteriori molteplici rimandi emotivi. Opere dove il tempo “perduto” dell’abuso non è affatto rimovibile, nè da celare, perché svelandolo s’innerva nella coscienza dell’io dell’Autore e del riguardante, e quindi, attraverso la crescita individuale produce, per vie intricate e inaspettate, la storia. Anche la grande storia. Il video di CHILD ABUSE mostra sculture, video d’artista, dipinti, fotografie, installazioni. Si prospetta così una linea di ricerca creativa che assolve anche a un’importante comunicazione sociale e si avvale di differenti linguaggi, o esplicitamente politici, o sottilmente perturbanti , o rappresentativi di una feroce quotidiana banalità del male.

Ideazione e cura  Eleonora Frattarolo

Opere di
Paola Angelini
Maurizio Cattelan
Elisabetta Di Sopra
Luciano Leonotti
Luca Lanzi
Eleonora Mazza
Paolo Migliazza
Gianni Moretti
Marco Perroni
James Rielly
Edoardo Sessa
Vanni Spazzoli
Sandra Tomboloni
Massimiliano Usai
Nicola Vinci
Silvia Zagni

Enti Promotori

Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna
Policlinico di S.Orsola – Genus Bononiae
Con il sostegno di
Polfil, Associazione Pollicino
Comitato scientifico
Santa D’Innocenzo, Chiara Elefante, Carla Faralli, Cristina
Francucci, Clede Garavini, Monia Gennari, Chiara Gibertoni
Paola Giovanardi, Caterina Manca, Susi Pelotti, Sandra Zampa
Cordinamento
Marcello Lanari