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MAIOLI Andrea

 

Maioli_Andrea_Galleria Ariete arte contemporanea galleriaariete.it

Andrea Maioli

 

 

Andrea Maioli è un giornalista. Si muove   nel campo della cultura e dello spettacolo (oltre al giornalismo, teatro e libri..). ama viaggiare e si nutre di cinema.

Un giorno queste componenti in qualche modo si sono metabolizzate e hanno prodotto delle fotografie. Che non parlano di viaggi e neanche di cinema, ma contengono frammenti di questo e altro ancora. Quelle fotografie hanno composto delle mostre. E le visioni sembrano continuare.

 

 

 

 

ANDREA MAIOLI

fotografie

 

 Maioli_Andrea Galleria Ariete arte contemporanea galleriaariete.it

Andrea Maioli

 

 

Foyer del Teatro Manzoni via De' Monari 1 Bologna

 

Opening   domenica 10 aprile 2011   ore 19

 

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Da domenica 10 aprile 2011, nell'elegante e prestigioso contesto del Teatro Auditorium Manzoni nel cuore di Bologna, personale di Andrea Maioli.

Un percorso fotografico che indaga con attenzione particolari, giochi di superfici, intrecci di luce che diventano visioni, suggestioni, attimi sospesi e respiri trattenuti. Andrea Maioli osserva, ritaglia dettagli e li ferma in immagini, in un percorso sottile e ricco di provocazioni visive, da 'autentico, consapevole paesaggista del presente'.                                                                                                                                                                        

 

' Un paesaggio che è un registro di forme e colori, guardato come il territorio dove è possibile fare esperienza della propria interiorità . Andrea Maioli, insieme alle sue Nikon e Praktica, gira per il mondo a caccia del proprio linguaggio: il soggetto delle sue fotografie è se stesso, più esattamente è il suo sguardo. '           Pier Damiano Ori                                                                                                                                                  

 

 

Foyer del Teatro Manzoni Via De' Monari 1/2 40121 Bologna

 

in collaborazione con le gallerie L'ARIETE | PIVARTE

 

 

Durante la stessa serata alle ore 21, il Teatro Auditorium Manzoni ospiterà  'The String Concert' di Gilberto Gil, vera leggenda della musica brasiliana, accanto al violoncellista latin jazz Jacques Morelenbaum e a Ben Gil, chitarrista e figlio di Gilberto. Uno show raffinato ed emozionante.

 

Una serata di musica e arte contemporanea all'insegna di una sottile malia di accenni, note e colori, insieme in un teatro di grande fascino e tradizione.

 

Prima del concerto, consueto appuntamento con 'Aperitivi al Manzoni' alle ore 20, presso il Foyer dell'Auditorium. I giovanissimi musicisti della Barock Band, diretti da Enrico Guerzoni, vincitori del bando 'Casa Musica', eseguiranno musiche di Jobim, Gilberto Gil e Jorge Ben fino agli Eagles.

 

 

 

 

 

passaggi                                               fotografie

 

 

Maioli_Andrea_frammenti_memoria Galleria Ariete arte contemporanea galleriaariete.it


 

 

Opening Giovedi 7 maggio 2009 Ore 18

Dal 7 maggio al 10 giugno 2009

Via D'Azeglio 42 Bologna

Info 348 9870574

 

 

A cura di Pier Damiano Ori

 

 

Mostra fotografica di Andrea Maioli dal titolo 'Passaggi' a L'ARIETE artecontemporanea di Bologna. Sono esposti scorci, frammenti, immagini di luoghi, elementi naturali e particolari strutturali di edifici, fissati da uno sguardo lucido e poetico, in un percorso sottile e ricco di provocazioni visive, da 'autentico, consapevole paesaggista del presente'.

 

'... Un paesaggio urbano, che è un registro di forme e colori, guardato come il territorio dove è possibile fare esperienza della propria interiorità . Andrea Maioli, insieme alle sue Nikon e Praktica, gira per il mondo a caccia del proprio linguaggio: il soggetto delle sue fotografie è se stesso, più esattamente è il suo sguardo.' Pier Damiano Ori


 

In collaborazione con La compagnia delle Donne

 

 

 

 

 

 

Testo di Pier Damiano Ori

 

 

Un paesaggio urbano, che è un registro di forme e colori, guardato come il territorio dove è possibile fare esperienza della propria interiorità . Andrea Maioli, insieme alle sue Nikon e Praktica, gira per il mondo a caccia del proprio linguaggio: il soggetto delle sue fotografie è se stesso, più esattamente è il suo sguardo. Scopo ultimo e vero delle foto non è il mondo, ma lo sguardo dell'autore sul mondo. Così le fotografie di Maioli non rappresentano il mondo, piuttosto lo alterano alla ricerca di un'immagine-matrice, una sorta di ur-immagine che si compone esclusivamente nello scontro tra pensiero ed emozione, realtà  e suo segreto. Un segreto che Maioli cerca non attraverso l'alterazione del manufatto fotografico (il suo procedimento è rigorosamente meccanico e porta dritto alla diapositiva e solo alla diapositiva), ma attraverso la sorpresa estetica: il sovra messaggio che l'immagine della realtà  rimanda allo sguardo dell'artista. L'alterazione è tutta interiore.

Le fotografie di Maioli diventano un territorio dell'opzione.

'Passaggi', dice l'autore per definire il proprio lavoro e metodo: appunto opzioni, libertà  per chi guarda la realtà  e libertà  per chi, al termine dei 'passaggi' dell'autore (ma non dei propri) guarda l'opera fotografica.

'il gesto fotografico è un movimento venatorio', scrive Vilem Flusser; ma nella prassi fotografica di Maioli è l'autore ad essere preda dell'immagine che il contrario. Il cacciatore è la realtà . Allora, in questa scacchiera rovesciata è l'autore che reagisce alla passività  tipica della preda interpretando la realtà  che lo insegue e lo fa domandando, linguisticamente, l'emozione che l'immagine gli procura. Queste immagini che nascono nell'epifania di un istante sono in realtà  frutto di un importante lavoro di controllo etico, più che estetico, del proprio sguardo di fotografo che seleziona solo ciò che è essenziale, e ciò che il 'fino ad ora, non visto'.

Esclusivamente in questa prospettiva Maioli si sente autorizzato a sovrapporre la propria emozione-sorpresa-lettura all'emozione del reale: l'interpretazione dell'autore, che per altro si esercita, come detto, solo sui dati della realtà , sovrasta il soggetto. Questa operazione è eseguita da Maioli principalmente usando il colore. La struttura delle sue opere è il colore. Ma noi sappiamo che il colore della fotogafia è teorico, così come lo è il bianco e il nero: non è il colore della realtà , è sempre e comunque il colore prodotto dall'apparecchio fotografico: alla fine la fotografia non 'riproduce' mai veramente. Prorpio su questo 'fondamentale' gioca il lavoro di Andrea Maioli che ha tutte le ragioni etiche ed estetiche del mondo ad essere un paesaggista urbano, un ritrattista di architetture nelle cui fotografie on si riconoscono nè le città , nè gli edifici. Luoghi e oggetti sono un pretesto per raggiungere l'unica realtà  che all'artista interessa, la realtà  (la verità ) della fotografia.

Sorprende, in diverse fotografie di questa mostra, la ricerca di una scala di colori delicata, sussurrante e la forza che, a contrasto, esprime l'immagine nel suo complesso, come in un quadro di Bonnard. Anzi, si potrebbe proprio parlare di effetto Bonnard almeno per lo splendido 'In Sonno' dove colore, linea, trasparenza trovano un denominatore comune, un linguaggio ammirevolmente coeso. E poi i raffinatissimi, coraggiosi lavori con la luce attraverso le trasparenze o i rispecchiamenti (ad esempio in 'Guardando Indietro': finestre gemelle ma, diciamo, in concorrenza per catturare l'attenzione di chi guarda). La fotografia, ha notato Rosalind Krauss, è un medium che dipende dalla luce e, nella serie di queste foto, Maioli   ne ha tenuto conto al massimo grado, ha tentato di fotografare la luce, il soggetto vero, di alcune di queste opere, è la luce. Poi ci sono le foto, chiamiamole, materiche, le foto dei muri che si vedono. Sono la certificazione fra tecnica ed estetica del metodo di lavoro di Maioli: dove si certifica, appunto, che il soggetto reale c'è, è rispettato, che non è mai lavorato in, diciamo, post-produzione con trucchi ed effetti e diventa altro una volta che si sia fatto guardare. E infine bisogna citare il bianco e nero di 'Spider', che rende evidente l'essenzialità  che percorre tutta l'opera fotografica che qui Maioli espone. Fotografo di architettura, anzi di architetture, non prescinde mai dalla struttura della realtà . Questo fa di lui senza dubbio un paesaggista che non va confuso con un artista informale. Vero è che Maioli fa esplodere, spesso, l'immagine, ma alla ricerca di una nuova forma attraverso un processo di metamorfosi, prima di tutto interiore, del paesaggio urbano e lo fa molte volte usando la fascinazione del dettaglio. I particolari al centro delle fotografie di Andrea Maioli non possono vivere come opera d'arte, svincolati dalla consapevolezza dell'intera struttura cui appartengono. Perchè Maioli li rinviene e, a volte, ne fa i protagonisti delle proprie opere per raccontare la frantumazione dell'io contemporaneo, condizione quasi obbligata per un artista che sia, oggi, un autentico consapevole paesaggista del presente.

 

 

 

maioli andrea giro di vite Galleria Ariete arte contemporanea galleriaariete.it

 

 Andrea Maioli 'Giro di vite'
 

A N D R E A  M A I O L I

Cio' che l'occhio non vede  |   fotografie |

 

 

E M I L B a n c a         Via Mazzini 152   Bologna

Opening cocktail     GIOVEDI 29 OTTOBRE 2009   ore 18     Invito

 

 

Mostra fotografica di Andrea Maioli  dal titolo 'Cio' che l'occhio non vede' : scorci, frammenti, immagini di luoghi, elementi naturali e particolari strutturali di edifici, fissati da uno sguardo lucido e poetico, in un percorso sottile e ricco di provocazioni visive, da 'autentico, consapevole paesaggista del presente'. In mostra alcune opere inedite e una light box/installazione.

Fino al 27 novembre 2009. Orario: dal lunedi al venerdi 8.30-13.30 e 14.30-17.  

... Un paesaggio urbano, che è un registro di forme e colori, guardato come il territorio dove è possibile fare esperienza della propria interiorità . Andrea Maioli, insieme alle sue Nikon e Praktica, gira per il mondo a caccia del proprio linguaggio: il soggetto delle sue fotografie è se stesso, più esattamente è il suo sguardo. Pier Damiano Ori

Andrea Maioli è un giornalista. Si muove nel campo della cultura e dello spettacolo (oltre al giornalismo, teatro e libri...). Ama viaggiare e si nutre di cinema. Un giorno queste componenti in qualche modo si sono metabolizzate e hanno prodotto delle fotografie. Che non parlano di viaggi e neanche di cinema, ma contengono frammenti di questo e altro ancora. Quelle fotografie hanno composto delle mostre. E le visioni sembrano continuare.

 
 
 
 
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