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SPAZZOLI Vanni

 

 
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Vanni Spazzoli 'Inner Patterns'2015, t.m. su carta applicata su tela, cm 175x220
 
 
 

Vanni Spazzoli

 
 

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Vanni Spazzoli 'Inner Patterns'2014, t.m. su carta applicata su tela, cm 180x225

 
 
 

2017

Arte Fiera, Bologna | L'Ariete artecontemporanea

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2016

Arte Fiera, Bologna | L'Ariete artecontemporanea

'RIquadri', Imola | Alba Progetti, Palazzo Machirelli Dal Pozzo

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2015

Arte Fiera, Bologna | L'Ariete artecontemporanea

'A simple lunch' cover edizioni musicali in collaborazione con etichetta 'A simple lunch' & Marco Dalpane

'Cantiere artistico', San Mauro Pascoli | ex fabbrica 'Mir Mar'

'Vanni Spazzoli', Ravenna | Galleria civica Faro Arte, patrocinio Regione Emilia Romagna e Provincia Ravenna

 
 
 

6_SPAZZOLI_Vanni_Inner_patterns_2014_t.mista_su_tela_cm.220x220Vanni Spazzoli 'Inner Patterns'2014, t.m. su carta applicata su tela, cm 220x220

 
 
 

2014

Arte Fiera, Bologna | L'Ariete artecontemporanea

'Inner patterns' solo show con interventi musicali di Marco Dalpane, Bologna | L'Ariete artecontemporanea

 
 
 

_2_SPAZZOLI_Vanni_Inner_patterns_cm_200x220Vanni Spazzoli 'Inner Patterns'2014, t.m. su carta applicata su tela, cm 200x220

 
 
 

2013

Arte Fiera, Bologna | L'Ariete artecontemporanea

Art Verona, Verona | L'Ariete artecontemporanea

'Nuovi e antichi racconti' Antichi Magazzini del Sale, Cervia | a cura di Claudio Spadoni (direttore artistico Arte Fiera Bologna e MAR Museo d'arte moderna. Ravenna)

 
 
 

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Vanni Spazzoli 'Inner Patterns' 2014, t.m. su carta applicata su tela, cm 200x200

 
 
 

Vanni Spazzoli scopre la sua vocazione artistica sul finire degli anni '60. Si iscrive all'Accademia di Ravenna e assiste alle lezioni di Storia dell'Arte di Raffaele de Grada. Su questa solida formazione figurativa, l'artista innesta una tensione pittorica fondata sul valore della materia e sulla pregnanza gestuale dell'immagine. Negli anni settanta e ottanta, Spazzoli è invitato a diverse edizioni della Biennale d'arte di Romagna (1976-1982) e tiene personali presso la Galleria di S. Mercuriale, Forlì (1980), il Palazzo del Podestà, Faenza (1980) e la Galleria Nuovo Ruolo, Forlì (1984). Nel corso degli anni novanta è presente in mostre ed eventi artistici in Italia, Germania, Olanda, Belgio, Spagna, Francia. E' del 1995 la personale 'Ver Sacrum' all'Oratorio di San Sebastiano di Forlì a cura di Valerio Dehò, con una testimonianza critica di Franco Patruno. Negli anni duemila è invitato ad importanti manifestazioni artistiche, tra cui 'Novecento in Romagna', Cesena (2001) a cura di Claudio Spadoni e 'Trentaquaranta' a cura di Orlando Piraccini, presso la Galleria Comunale, Faenza (2003). Infine, 'Percorsi comunicanti' in Palazzo Albertini, Forlì. Dalla mostra alle Pescherie della Rocca di Lugo (Ravenna) nel '98, alla personale a 'Venezia Arte' nel '99, dalla grande esposizione al Museo del Senio di Alfonsine (Ravenna) nel 2003 alle più recenti personali al Palazzo del Commercio di Lugo 'Opere 2003 2010' e al Museo S.Rocco di Fusignano (Ra) 'Paure', è un costante ripetersi 'dell'empito passionale e dell'enfasi operativa di Spazzoli, in una continua ossessione del fare, frenetica, inappagata e inappagabile' (Baccilieri).

 
 
 

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Vanni Spazzoli, t.m. su carta applicata su tela, cm 200x200
 
 

Nel 2009 l'artista e' invitato da Claudio Spadoni al prestigioso Premio Marina di Ravenna nella sede del MAR Museo d'Arte della Città. Partecipa anche, su invito, alle edizioni 2008 e 2010 della Biennale Roncaglia, S.Felice sul Panaro. Nel 2011 tiene la personale 'Vanni Spazzoli. Magazzino dei ricordi' nella sede de L'Ariete artecontemporanea a Bologna, corredata da un catalogo monografico vanillaedizioni con testi di Eleonora Frattarolo e Claudio Spadoni. Del 2014 la personale 'Inner patterns' ancora all'Ariete artecontemporanea di Bologna con testo di Marco Dalpane e presentazione delle covers dell'etichetta discografica 'A simple lunch' tratte da sue opere, catalogo vanillaedizioni.

 
 
 

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Vanni Spazzoli 'Gatti', carte applicate su tavola in cornice, cm 150x75 

 
 

Dagli anni '80 ad oggi hanno scritto di lui Claudio Spadoni, Eli Sassoli de' Bianchi, Eleonora Frattarolo, Adriano Baccilieri, Giorgio di Genova, Valerio Dehò, Emilio Benini, Franco Patruno, Sabina Ghinassi, Davide Argnani, Laura Venturi, Fiorenzo Landi, Giovanni Barberini.

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Dal 2008, Vanni Spazzoli è rappresentato dalla galleria L'Ariete artecontemporanea di Bologna, con la quale ha partecipato dal 2008 al 2015 ad Arte Fiera (Bologna), Art Verona e MiArt (Milano), riscuotendo notevoli consensi di pubblico e critica.  Sue opere sono in numerose collezioni italiane e internazionali.

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Nel 2013 gli è stata dedicata una grande retrospettiva dal titolo 'VANNI SPAZZOLI. Nuovi e antichi racconti' a cura di Claudio Spadoni nella sede degli Antichi Magazzini del Sale a Cervia, catalogo monografico.

 
 
 

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Vanni Spazzoli 2014, t.m. su carta applicata su tela, cm 200x200

 
 
 

Magazzino dei ricordi

 

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Vanni Spazzoli 'Magazzino dei ricordi'' 2014, t.m. su carta applicata su tela, cm 200x200

 
 
 

testo di Claudio Spadoni

 

 

Più passa il tempo più Vanni Spazzoli libera la sua mano da remore formali,     forse assecondando un oscuro impulso che gli fa ricomporre frammenti sparsi di una sequenza di immagini, si direbbe, di specie ' art brut'. Insomma, di quelle che cercava ed auspicava Dubuffet per ridare linfa vitale ad un'arte troppo colta, troppo elegante e comunque à  la mode. Un'arte troppo imbevuta anche di storia, della propria storia. Salvo accorgersi che tali anomalie sperdute fra le pieghe -o le plaghe- più nascoste della società  contemporanea, non avrebbero nemmeno scalfito in superficie la corazza di un'ufficialità  artistica capace anzi di assorbire pacificamente perfino quanto le si fosse radicalmente contrapposto. Con deliberata volontà , o senza un barlume di consapevolezza E omologarle quelle anomalie, codificarle, rendendone così innocua la violenza, se mai ci fosse stata, la loro vocazione eversiva. Si potrebbe anche osservare che per certi aspetti il lavoro di Spazzoli, la sua estroversione gestuale da timido introverso- l'ossimoro è una figura retorica frequente nell'arte d'oggi- appaiano non estranei ad una virulenza espressionista di memoria ormai lontana. E ancora, che si ritrovino nella sua scrittura pittorica, volutamente sregolata ( ma quali regole, poi, se da tempo sono state tutte infrante e sbeffeggiate?) le tracce di un graffitismo di indubitabile schiettezza, ecco, non destinato a istituzioni e santuari artistici, a collezioni esemplari. E molto altro ancora si potrebbe rintracciare in queste sue immagini da squadernato quaderno segreto di appunti, a voler applicarsi in un'acribia filologica oggi peraltro fuori corso.     Il guaio (o la fortuna, a seconda dei punti di vista) è che Spazzoli si ritrova spiazzato rispetto a questi riferimenti. Anzi, se ne disfa riducendoli di dimensione, e di soprattutto di peso storico, per non lasciarsi intrappolare nell'aura della loro memoria. Non fosse altro che per lo scarto temporale che lo esporrebbe al rischio di ritrovarsi alle prese con vari, troppi 'nei'. Che come insegna la dermatologia, devono essere tenuti sotto controllo.         C'è davvero da sperare che Spazzoli non se ne preoccupi troppo, se lascia alla sua mano campo libero per una scrittura sgrammaticata ma colta- ancora un apparente ossimoro- tenera e feroce: comunque ossessiva.     Una scrittura che si direbbe sbrigativamente infantile se il termine non si prestasse a qualche equivoco: intanto, di tradursi in un ben noto, ed esercitato stratagemma per rivestire sotto altra pelle un movente per nulla naif. O si dovrà  credere ancora alle parole di Picasso quando decantando - anche a ragione- la sua perizia da ragazzo prodigio, alla Raffaello, confessava di aver impiegato tutta la vita a diventare artisticamente bambino? Mentiva, s'intende, nel senso che anche la sua piena maturità  era talmente satura di 'sapere' che ogni segno, ogni pennellata lo dichiaravano senza possibilità  di dubbio. Restava la verità  di un'esigenza senile di buttare alle ortiche ogni compiacimento virtuosistico, ogni indugio in quella storia altrui, ma a quel punto anche sua, che per tutta la vita, da compiaciuto istrione, aveva saccheggiato a piene mani. Trasformandola da par suo, naturalmente, in modo quasi stregonesco.

Non so con quale disposizione Spazzoli riprenda certe volte figure, brani, motivi di storia artistica altrui, certo per riproporli in versione propria, accostandoli magari a icone di tutt'altro contesto: quello più dimesso e quotidiano, o quello di una visione onirica più segreta, ma appunto ossessiva nella sua persistenza. Comunque sia, sta in questo, io credo, la sua cifra inconfondibile, dove la carica liberatoria non si trattiene dal mescolare le carte di un gioco, solo in apparenza scoperto, di segni e figure che irrompono dalla memoria personale come da quella storica. Memorie colte, se così di vuol dire, arrischiate fra le congerie di quella convulsa saturazione di immagini che ci assedia quotidianalmente.         Ma è come se tutto questo fosse estratto senza filtri selettivi, ecco di depurazione formale, e reinscritto in uno spazio occasionale come un intonaco, una carta grezza, uno spazio qualunque, trasformato da superficie fisica a luogo psichico. Ed ecco una parata di immagini, da richiamare un infantilismo sgangherato, grottesco e talora allarmante, o una messa in scena da Re Ubu, tra il comico e il trucido.     Uccellacci neri, forse di pasoliniana memoria, bambini stralunati, e bambine cattivissime, adulti digrignanti, cani o lupi famelici, ma patetici nelle loro linee ossute; e biciclette pericolose, sagome tremolanti di aerei da vignetta, e segnali enigmatici buttati là , come una povera scarpetta che se ne sta accanto al mascherone nero di un volto. E ancora, fiorellini devitalizzati e abbruttiti, gabbie vuote e auto e teledoni di un tempo che fu. C'è anche, fra le diverse citazioni artistiche, un cavallo alla Marini col suo bravo cavaliere a braccia aperte. Ma il muso equino è del tutto picassiano, con quella bocca spalancata in un estremo, disperato nitrito.

Una sequenza tra òe tante altre che scorrono come in uno spontaneo fluire di quella che s'è chiamata congerie di immagini, ma che si fa confessione insolente, o soliloquio visionario. In una circolarità  di racconto, senza inizio e senza fine, dove ogni brano, ogni frammento, scandiscono i passi di un percorso che ritorna ossessivamente su se stesso.

 
 
 
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Vanni Spazzoli 'Inner Patterns' 2014, t.m. su carta applicata su tela, cm 200x100

 

 

 

 

 

 Un rap degli addii

 

 
 
 

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Vanni Spazzoli 'Inner Patterns' 2014, t.m. su carta applicata su tela, cm 200x145

 
 
 

  testo di Eleonora Frattarolo

 

 

Nave, aereo, bambina che grida e saluta, forse piccolo principe, forse barone rosso, bicicletta, scarpa, caffettiera, ragazzina cattiva, lupo feroce, automobile, facce assi brut, aquila, covo, corvo, cornacchia; precipito nel baratro di una filastrocca che si sfrangia in immagini, paratattica, inventariale, molto contemporanea, da Tà pies a Cucchi passando per Pozzati e per gli sgraffi di Luzzati, molto antica, dagli xenia dipinti o in mosaico dei nostri avi latini passando per naturamortisti sovrabbondanti o magri da Boselli a Levoli a De Pisis. Come in un gioco dell'oca ogni foglio disegnato-dipinto di Spazzoli, pulito nell'anima anzi innocente ma sporco di pittura sporca, compromessa, pestata, ogni foglio dicevo di queste serie interminate di varianti e permanenze, di questa carta da pacchi povera che si imbelletta e si mostra una volta con la faccia da intonaco, talaltra invece nuda elegante monacale, ogni foglio è pagina di un libro infinito, stregato, di un calendario di spessori sottili che si sfaldano, turbati dall'alito del vivere, smossi dai contorni incerti delle proprie stesse figure, che vagano increspate, allibite, iraconde, ma ordinate, ritmiche, classiche, in fondo pur sempre italiane, a raccontare che c'era due volte, anzi tre, anzi quattro'¦

Disegno, illustrazione, fumetto, e anche pittura, serissima e meditata nel caso e nel caos. Per stralunare occhi malvagi e sbalorditi di bambine truccate dipinte da un Munch italiano impazzito per troppo segno e troppo colore, innamorato in overdose dell'altra faccia della bellezza, intento notte e dì ad ordire decori e a blandire ornamenti; piccoli cerchi, puntini iridati, campiture sontuose, occhi inchiostrati, vesti di luna e di mare. Per comporre una strategia del ricordo con eserciti di alfabeti, di oggetti replicati in una addizione affaticante che dilava il loro io e li sistema nella scacchiera della memoria, talvolta vaga, tuttavia pressante. Travestimenti: fogli di povera carta, tracciati mentre se ne stanno appoggiati a terra, percorsi dalle mani e dai piedi di Spazzoli, intaccati, poi issati e incollati su tela e quindi travestiti di una qualche nobiltà . Segni nati da un'età  adulta consapevole di dolore, e subito travestiti da giovinezza fanciulla. Un batter d'occhi si chiude si apre su queste finestre d'infanzia triste taccagna di sorrisi. Un batter d'occhi che annaspa nell'astigmatismo di confini e perimetri moltiplicati, di stratificazioni incerte e deviate, di ombre bugiarde, di neri accecati nei bianchi, di bianchi oscurati in discesa nel buio mentale.

Spazzoli dipinge per cicli, dove lo stesso tema si gonfia e si snerva, rimonta e si placa con l'assunzione di piccole, molteplici, frammentate, differenti, complicità  segniche. Oggi ci viene incontro minacciosa e seduttiva una folla onirica e iridescente di gigantesche bambine, irresistibili come cadaveri feticcio di una infanzia cominciata nell'assassinio della purezza. Appena ieri, aeroplani galleggiavano in cieli metallici corrosi dalla nostalgia, in cieli illuminati al magnesio, in cieli da quaderno a quadretti.

La moltitudine corale di queste apparizioni batte il ritmo di una solitudine molto rumorosa, un rap che con finta semplicità  apre i depositi delle memorie smarrite e per mezzo della forma e della rappresentazione uccide la loro pericolosa fuggevolezza e riscrive ogni giorno la parola addio.

 

 

 

 

 

L'impronta del volto

 
 
 

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Vanni Spazzoli 'Inner Patterns' 2014, t.m. su carta applicata su tela, cm 125x210

 
 
 

Inaugurazione   Sabato 4 luglio 2009  Ore 19

Sala espositiva Marinara Marina di Ravenna

P.zza Dora Markus   Marina di Ravenna   Orario > tutti i giorni ore 19-23   Dal 4 luglio al 20 agosto 2009   Info 348 9870574  

Mostra personale di Vanni Spazzoli dal titolo 'L'impronta del volto' a Marinara, porto turistico internazionale dell'Adriatico  

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L'artista e'  invitato alla 53^ edizione del Premio Marina di Ravenna, che aprira' con una mostra dal 20 al 22 agosto 2009 presso il Park Hotel di

Marina di Ravenna e dal 22 agosto al 13 settembre 2009 al MAR   Museo d'Arte della Città  di Ravenna con un calendario ricco di appuntamenti

   

 

 

 

 

 

 

 

  Paure

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Vanni Spazzoli, t.m. su carta applicata su tela

 
 
 
Museo Civico San Rocco

Via Monti 5 Fusignano (Ra)

 

Inaugurazione Sabato 4 Aprile ore 17
4 Aprile / 3 Maggio 2009

 

 

 

Diffusa profondamente in ognuno di noi, la paura è una delle principali compagne di vita dell'uomo. Ma è anche uno straordinario elemento di creazione artistica, che ha accompagnato un artista di rara sensibilita' come Vanni Spazzoli, e che ci ha spinto a presentare per la prima volta questo inedito ciclo di grandi opere datate 2008 e 2009, chiamato 'Paure'.

Questa mostra, allestita nei locali del Museo Civico San Rocco, sede della Collezione di targhe devozionali Baroni, viene accompagnata da un singolare percorso di ex voto disegnati dallo stesso artista ed esposti nell'area espositiva del Museo, che raccoglie la Collezione di targhe devozionali in ceramica donata da Sergio Baroni, forse la piu' importante presente sul territorio italiano.

L'iniziativa è promossa dal Comune di Fusignano e dall'Istituto comprensivo di Fusignano ed è patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e dalla provincia di Ravenna.

La mostra e' visitabile da Giovedì a Domenica

Orari: feriali 15 - 18   festivi 10,30 - 12 e 15 - 18     Ingresso libero

 www.comune.fusignano.ra.it Info:Ufficio Relazioni con il Pubblico Tel. 0545.955653 _Fax 0545.50164