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BARICCHI Mirko
 
 
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Mirko Baricchi nasce alla Spezia il 12 aprile del 1970.

Dopo il liceo si trasferisce a Firenze, dove frequenta l'Istituto per l'Arte e il Restauro Palazzo Spinelli. Dopo il diploma e un breve periodo di lavoro come grafico pubblicitario, parte per il Messico, un viaggio che segna la sua vita d'artista.  Qui lavora come illustratore per una nota agenzia di comunicazione americana, ma non abbandona la sua passione per la pittura. In una delle sue numerose visite ai Musei messicani viene folgorato dall'artista Rufino Tamayo. Lascia il lavoro in agenzia come illustratore e poco dopo partecipa ad una collettiva al Museo Siqueros, ricevendo riscontri positivi da parte della critica.

Dopo oltre due anni torna in Italia, trasferendosi a Milano, dove sfrutta la sua abilità di disegnatore nel campo della pubblicità e dell'editoria. In questo periodo matura la decisione di dedicarsi esclusivamente alla pittura. Nel 1998 torna a vivere a La Spezia. La Cardelli & Fontana presenta i suoi dipinti e da subito inizia una collaborazione ed un rapporto di grande stima, non solo professionale.

E' del 1999 la sua prima personale in questa sede, da quella data ad oggi Baricchi non si è più fermato.

 

2015

 
HUMUS, Galleria San Ludovico, Pinacoteca Stuard, Parma,

Maggese, Galleria Il Vicolo, Milano

Close-Up, Palazzo Collicola Arti Visive, Spoleto

 

 

2014
Imago, Museo della Città, Chiari (BS)

Mus-e Museum, Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, La Spezia

L'arte guarda avanti, mostra finale Premio Terna, Archivio di Stato, Torino

 

 

2013

 

Boston-Como a cura di J. Hull e C. Lio, Como

 

 

2012

 
Germogli. e di stelle, Cardelli & Fontana, Sarzana

Costellazione, Cardelli & Fontana, Sarzana

   

2011

 

De Rerum, Galerie Fabrice Galvani, Touluse (Francia)

 

 

2010

 

A nera. Una lezione di tenebra, a cura di M. Fabbri, Bagnacavallo (Ravenna)

Segno #1, Galleria Brandi Arte, La Spezia

De Rerum, Galeria Barcelona, Barcellona (Spagna)

Maculae, Galleria Bonioni Arte, Reggio Emilia

Meltig pot, LA Artcore, Los Angeles, California (USA)

 

 

2009

 

.Fuori.Tema. , a cura di Pier Damiano Ori, Galleria L'ARIETE artecontemporanea, Bologna

Mutazioni - passaggi di stato, Monte dei Paschi di Siena, Francoforte

Mediterraneo, Galleria Forni, Milano

De' pensieri suoi... annotazioni riflesse, Galleria Palmieri, Busto Arsizio

Il Diavolo e l'Acqua Santa, a cura di Ivan Quaroni, Palazzo Paolo V, Benevento

 

 

2008

 

9 ° Premio Cairo, Museo della Permanente, Milano

Allestimento scenico per lo spettacolo Creatura della compagnia Balletto Civile, 6 ° Festival Internazionale di Danza Contemporanea, Biennale di Venezia

Finestra sul Golfo, CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia

Cloudy, Cardelli & Fontana, Sarzana. Testo di Marco Vallora

E(r)go, L'Immagine arte contemporanea, Cesena

 

 

2007

 

Pinocchio- Mimmo Paladino/Mirko Baricchi, Galerie Fabrice Galvani, Toulouse (F)

E[r]go, Galleria L'Immagine, Cesena

L'alibi dell'oggetto- Morandi e gli sviluppi della natura morta in Italia, Lucca, a cura di M. Pasquali, Fondazione Ragghianti

Biennale del Muro Dipinto - XXI ed., a cura di M. Pasquali, Dozza (RE)

M. Mirko Baricchi, Galleria Cristina Busi, Chiavari. Testi di G. Cederna, D. Sanguineti e G. Zanelli

 

2006

 

La casa del custode, Galleria L'Ariete, Bologna. Testo di Valerio Dehò

Mirko Baricchi - Simone Pellegrini: Spezzare il tetto della casa, Galleria Traghetto, Venezia-Roma. Testo di Alberto Zanchetta

In_teca/domesticherie, Galleria Il Vicolo, Genova. Testo di Alberto Zanchetta

Home, Galleria Forni, Milano

 

2005

 

Galleria Vintage, Spotorno

Il fanciullo imitato, Galleria Factory, Modena. Testo di Chiara Canali

Auto da me, a cura di Ivan Quaroni, Galleria delle Battaglie, Brescia

Parole dipinte, Galleria Traghetto, Venezia

Premio G. Salvi, Sasso Ferrato, Ancona

Biennale Aldo Roncaglia, San Felice sul Panaro, Modena

Evento collaterale Fiera di Catania 'Altre voci altre stanze', Catania

Memoria contemporanea, Centrale Idroelettrica Taccani, Trezzo sull'Adda

 

2004

 

Galleria Proposte d'Arte, Legnano

Galleria Cristina Busi, Chiavari

Ex Novo, Ente Fiera di Padova, Padova. Testi di L. Caprile, G. Cederna, M. Maggiani, A. Passamai Vita

Galleria Stefano Forni, Bologna

Biennale in transito, Castel S.Angelo, Roma

Animalia, Galleria Studio Forni, Bologna

Prego si accomodi, evento collaterale Fiera di Forlì, Forlì

 

 

2003

 

Galleria Silbernagl UnderGallery, Milano

Malinconico predisposto, Galleria Factory, Modena. Testo di Luca Beatrice

Galleria Bonioni Arte, Reggio Emilia

Galleria Silbernagl UnderGallery, Milano

 

 

2002

 

Materia tinta, Galleria Cardelli & Fontana, Sarzana. Testo di Flaminio Gualdoni

Galleria Cristina Busi, Chiavari

Con titolo, Galleria Silbernagl UnderGallery, Milano. Testo di Maurizio Sciaccaluga

Galleria Cristina Busi, Chiavari

Galleria Cristina Busi, Sestri Levante

 

 

2001

 

Fradici segni, Galleria Cardelli & Fontana, Sarzana. Testo di Alessandro Riva

Galleria Nuova Arte Segno, Udine

Galleria Traghetto, Venezia

Senza fili, Galleria Des Arcs, Cortona. Testo di Jonny Baldini

I ° Concorso d'Arte Pavia Giovane Arte Europea, Castello Visconteo, Pavia

 

2000

 

Allo specchio, Galleria Il Vicolo, Genova

La paura nel buio, Galleria Traghetto, Venezia. Testo di Lidia Panzeri

Galleria Cardelli & Fontana, Pietrasanta

II ° Biennale Postumia Giovani

 

 

1999

 

Stanze della memoria, Palazzo Civico Sarzana. Testo di Nicola Micieli

XVIII Rassegna d'Arte Teatro di Buti, Buti (PI)

Galleria il Gabbiano, La Spezia

 

 

1998

 

Galleria Il Gabbiano, La Spezia

Galleria Kontraste, Pietrasanta

Biennale d'Arte Immagini Giovani, Castello dei Peraga, Padova

 

 

1997

 

Torre Capitolare, Portovenere (SP)

Centro espositivo Salvator Allende, La Spezia

 

 

1996

 

Galleria Anzichè, Firenze

Galleria Il Gabbiano, La Spezia

Castello di Final Borgo, Finale Ligure

 

 

1994

 

Galleria Arte y Arte, Acapulco, Messico

Galleria Kona, Città  del Messico  

 

1993

 

Galleria Andreas Siegel, Città  del Messico

Galleria Alicia Bueno, Cuernavaca Morelos, Messico

Poliforum Siqueros, Città  del Messico

 

   

   

BARICCHI-Mirko-WEB

Mirko Baricchi  'Mediterraneo'  opera Premio Cairo 2008

   

   

   

MIRKO BARICCHI

.FUORI.TEMA.

a cura di Pier Damiano Ori
Opening Sabato 24 ottobre ore 18

 

 

è disponibile in Galleria il video dedicato a Mirko Baricchi
a cura di Pier Damiano Ori. Regia di Stefano Massari

per informazioni   348 9870574

 

 

 

24 Ottobre>1 Dicembre 2009

 

 

 

Secondo appuntamento a Bologna per Mirko Baricchi, dopo la mostra 'La casa del custode' presentata in Galleria nel 2006.

La mostra 'Fuori Tema'' - creata dall'artista per gli spazi della Galleria - sarà  accompagnata da un VIDEO a cura di PIER DAMIANO ORI che verrà  presentato al pubblico venerdì 13 novembre.

 

Nelle opere esposte piccoli segni, superfici vissute e martoriate, scritte incomprensibili, graffi, figurine, animali, oggetti, le linee del Mediterraneo: anni di lavoro di Mirko Baricchi svolti Fuori Tema. Cosi' l'artista si racconta ... la pittura è ancora misteriosa e alchemica e io ne sono attratto. Non posso fare altro che parlare tramite gesti e calligrafie. In mostra saranno circa venti opere, tutte recenti, una sorta di piccola antologica della mia produzione degli ultimi cinque anni: piccole composizioni concepite come un discorso a se' stante, per passare ad un 'altro tema' descritto da una grande tela. Poi, d'improvviso, una lacca rossa a spezzare di nuovo ciò che si diceva. Il punto e' che non si va mai veramente fuori tema, non e' possibile, tutto fa parte di un processo quasi 'fluviale' d'espressioni che corrono nello stesso letto ed esondano tutte insieme con forza. La coerenza io vorrei la si cogliesse nella forza del gesto e delle atmosfere.

 

Mirko Baricchi, nato a La Spezia nel 1970, dopo il diploma all'Istituto d'Arte Palazzo Spinelli di Firenze, intraprende nel 1993 un viaggio che lo porta a contatto con le arti visive centro americane. Si stabilisce a Città  del Messico, lavorando come illustratore in importanti riviste. Nel 1994 ritorna in Italia. Dal 1992 ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive.

  

 

 

 

 

   

'La casa del custode '

a cura di  Valerio Dehò

 

22 Settembre > 26 Ottobre 2006

 

 

Apre la stagione 2006/2007 della Galleria L'ARIETE artecontemporanea una personale di Mirko BARICCHI, nato a La Spezia nel 1970 e da tempo figura di spicco nel panorama della giovane ricerca artistica italiana. In mostra un nucleo di opere totalmente inedite, anche di grandi dimensioni, in cui campiture monocromatiche sui toni dei bianchi, rossi e neri sono solcate da segni incisi, scritture, figure dal mondo poetico dell'artista o dal variegato repertorio dell'immaginario infantile. L'opera, che l'artista definisce 'casa', diviene metafora del corpo e taccuino del tempo - che lascia segni al suo passaggio e costruisce il vissuto di ognuno di noi - in cui ricordi lontani, sogni, attimi sono registrati in atmosfere sospese. Raffinato, originale e insieme partecipe della sensibilità  contemporanea, il linguaggio artistico e poetico di Baricchi colpisce per la notevole e sapiente attitudine dell'artista ad esprimere la complessa semplicità  di ciò che siamo stati e forse, con qualche nostalgia, vorremmo, al fondo del nostro animo, essere ancora.                

 

 

 

 

Notte/Tempo

testo di Valerio Dehò
   
   

 

E' un mondo che non abdica completamente alla parola, ma la conserva come segno/senso dello scorrere del tempo. Accadendo tutto di notte, quest'ultimo   rallenta la sua crescita indefinita, lasciando lo spazio alle immagini di rincorrersi, di agglutinarsi in forme e modi indecidibili. Nell'universo di Mirko Baricchi la linea di confine tra disegno e pittura è metafora del confine sospeso della memoria. E se appunto il tempo non può arrestarsi, può invece assumere battiti bradicardici: sogni e ricordi hanno così la possibilità  di accostarsi senza sovrapposizioni e senza spostamenti di senso violenti. Tutto invece assume una naturale non/naturalezza proprio per questo movimento di lento coagulo, in cui i ritmi visivi dell'infanzia si trovano vicino a improvvisi grumi di colore, quasi che la memoria non esista se non contaminata al e dal presente, dalle ore che scorrono nella verticalità  della vita diurna.

L'accenno nell'arte di Baricchi ad elementi metafisici notato da alcuni miei acuti colleghi, va letto proprio per la sospensione temporale che l'artista predispone in apparente caos e/o casualità . Ma la luce spiazzante, preludio di abbacinata follia che allunga le ombre degli oggetti e delle architetture, è qui completamente spenta. Non vi è nessun demone meridiano o crepuscolo eterno, piuttosto una notte in cui l'infanzia si dà  tutto il tempo che vuole per impedire all'orologio di scandire le ore che mancano al tempo diurno del mondo adulto.

Questa notte che non termina e si prolunga sulle tele e nelle installazioni, è catramosa e silente. Le stenografie non sono mai diario, quanto accumulo di pensieri e di sensazione in attesa di un ordine che la materia del giorno forse un giorno impartirà . Appunti non di viaggio, ma fiori del male che non rischiarano la notte ma la accompagnano nei suoi ritmi di lenta risacca.

Gli stessi oggetti che appaiono e scompaiono, le stesse tracce di una quotidianità  mai esaustiva e sempre metonimica, hanno la semplicità  dell'inutile. Nulla d'eccezionale o di oniricamente capriccioso, quanto una lunga striscia di memorie che si prolunga nella stabilità  del quadro, nel tempo condensato di un luogo che si dà  come limite per l'Altrove. La banalità  di una sedia comune trova matrimonio in questa ricercata disarmonia e anzi finisce per assumere un ruolo superiore. L'ordinario si fa straordinario non per rassicurare inutilmente, quasi in modo paterno, piuttosto serve a creare un precipitato in cui l'originale non ha senso in quanto letteralmente non richiesto.

Il mondo di Baricchi vive di una letterarietà  intrinseca, la sua figurazione è narrazione, sospesa, in fieri, ma pur sempre narrazione. E non è svolgimento o percorso visivo, ma pervasività  del disegno che si dipana nel tempo e nella memoria, acquisendo i caratteri di un prolungamento della realtà , di una sua ombra.

E su quanto sia stato importante proprio il disegno per una generazione come quella dell'artista spezzino, di quanti hanno oggi tra i 30 e i 40, ci si dovrebbe dilungare più a lungo. Il disegno non solo abolisce categorie tra generi ormai sepolte (arte, fumetto, storia illustrata) ma possiede   lo spirito della realtà  (non quello del realismo, si badi bene). Disegnare è percepire il mondo, allora si comprende come dalla concettualità  dell'installazione o dalla figurazione di origine mediale, una generazione si è tirata fuori ricominciando a disegnare, ad appropriarsi delle cose. Anche di una sedia.

Notte/tempo si creano queste strane concrezioni che sanno di gioco il tempo necessario per accorgerci che ci siamo sbagliati. Credere ad un burattino è sempre un pessimo affare, soprattutto con quel naso! Invece è meglio abbandonarsi alla risacca e spingerci verso una deriva che non termina, che non ha orizzonte. Di notte, lo sappiamo, si vedono cose che di giorno scompaiono assorbite dalla luce e dai rumori. In questo caso, vedere è ascoltare un racconto che l'alba non porterà  via.