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PULINI Massimo

 

 


PULINI-Massimo-Galleria_Ariete_arte_contemporanea

Massimo Pulini   'Callistemon Pallidus'

   

Massimo Pulini è nato a Cesena il 15 agosto 1958, vive e lavora tra Montiano e Bologna.

Dopo aver insegnato in varie accademie italiane, attualmente è docente di Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna.

La sua prima attività  in campo artistico di dvolge in qualità  di pittore, come tale ha esposto, a partire dal 1976, in importanti gallerie private e pubbliche, sia italiane che internazionali.

 Ha partecipato, all'inizio degli anni Ottanta, a fondamentali mostre curate dai critici Maurizio Calvesi, Italo Tomassoni e Italo Mussa, che furono all'origine di raggruppamenti artistici, definiti rispettivamente: Anacronisti, Ipermanieristi o Pittura Colta. Successivamente ha affrontato un lungo tragitto di ricerca individuale, sempre in dialogo con la Storia della Pittura e con la memoria, che lo ha portato ad allestire vaste personali in Musei italiani, francesi e inglesi, come l'esposizione tenuta a Villa Adriana di Tivoli (1997) e le antologiche della Saline Royale di Besanà§on (1997), della Galleria Nazionale di Parma (1999) e all'Istituto Italiano di Cultura a Londra (2006).

Da oltre un ventennio svolge ricerche nel campo della Storia dell'Arte, ed ha pubblicato vari saggi su importanti riviste scientifiche, come 'Studi sulla Storia dell'Arte', 'Paragone', 'Nuovi Studi', 'ARTE/Documento', 'Accademia Clementina', 'Ars' ecc.

I suoi saggi storici hanno aggiunto rilevanti novità  al catalogo e ai documenti in merito all'attività  di artisti come Lorenzo Lotto, Andrea Lilio, Guercino, Domenico Fetti, Pietro Ricchi, Michele Desubleo, Pietro Novelli, Alessandro Turchi ed altri.

Oltre alle monografie sull'opera completa di Andrea Lilio (Motta Editore) e della pittrice bolognese del Seicento Ginevra Cantofoli (Editrice Compositori), ha curato le mostre 'Guercino. Racconti di Paese' (Cento, Pinacoteca Civica, 2001); 'Guercino. Le collezioni ritrovate' (Iglesias, Palazzina Bellavista, 2003) e la vasta monografica 'Guercino. Poesia e sentimento nella pittura del Seicento'   (Rizzoli De Agostini) tenutasi a Palazzo Reale di Milano e al Museo Termini di Roma.

A metà  degli anni Ottanta, dopo aver esposto con una sala personale presso l'XI Quadriennale romana vince il concorso per una grande opera da collocarsi a Dallas (USA) nella hall di un complesso architettonico progettato da Philip Johnson, padre riconosciuto dell'architettura postmoderna.

 Nel 2000 viene invitato, ad allestire una sua composizione di opere pittoriche, all'importante rassegna retrospettiva sul 'Novecento. Arte e Storia in Italia', allestita presso le Scuderie Papali del Quirinale con la cura di Maurizio Calvesi e Paul Ginsborg (Skira).

Nel 2002, su commissione dei Musei Vaticani, realizza la decorazione della volta di una delle stanze degli appartamenti papali, dipingendo due angeli reggistemma nel vestibolo della biblioteca del pontefice.

Esegue il velario del teatro storico cesenate Alessandro Bonci con una gigantesca opera su tela.

Nel 2005 la Romberg Arte Contemporanea di Roma gli dedica l'antologica dal titolo Gallerie parallele, a cura di Italo Bergantini.

Nel 2006 è inserito nel progetto di catalogazione informatica 10 artisti per i Beni Culturali dell'Emilia-Romagna, a cura di Carmela Baldino e Claudia Collina.

 Per la casa editrice Medusa di Milano ha pubblicato in questi anni «Il secondo sguardo », «La mano nascosta » e 'La parte muta', una trilogia di libri sull'assenza, che tratta i temi della copia, dell'anonimato e dell'incompiuto artistico.

Hanno scritto testi critici su Massimo Pulini: Mariano Apa; Adriano Baccilieri; Paolo Balmas; Rossana Bossaglia; Maurizio Calvesi; Luciano Caprile; Maurizio Cecchetti; Claudia Collina; Rosita Copioli; Roberto Daolio; Andrea Emiliani; Lucia Fornari Schianchi; Franco Solmi; Sabrina Foschini; Eleonora Frattarolo; Giuseppe Gatt; Sergio Guarino; Domenico Guzzi; Sir Denis Mahon; Gianluca Marziani; Gabriello Milantoni; Italo Mussa; Giancarlo Papi; Paolo Portoghesi; Concetto Pozzati; Carlo Ragghianti; Eugenio Riccomini; Lorella Scacco; Claudio Spadoni; Carlo Federico Teodoro; Italo Tomassoni; Marisa Vescovo; Marco Vallora; Claudia Zanfi.

 


 

 

INTERNOREM

 

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Massimo Pulini 'I fiori blu'

 

 

 

 
3 marzo / 12 aprile 2007

 

Galleria L'ARIETE artecontemporanea

Via Marsili 7       Bologna

 

INTERNO REM comprende una ventina di opere recenti di Massimo Pulini. Una delle sale della galleria presenta una selezione di grandi teste a smalto su laminato plastico, che proseguono il percorso a metà  strada tra scienza e poesia, contraddistinto dalla suggestione verso l'acceso cromatismo della termografia, capace di rilevare e di separare in laghi colorati, le masse calde e fredde dei corpi. Nell'altra stanza viene invece esposto, un nuovo e inedito ciclo della pittura dell'artista. Una serie di dipinti con figure intere o a mezzo busto, che si raccolgono come album di ricordi, immagini private di una cosmologia e di un'avventura domestica. Un itinerario di affetti dove le persone ritratte, sono colte nel momento dell'abbandono, accovacciate su letti o sprofondate su divani che sembrano zattere in mare aperto. Questi naufraghi domestici sono a volte in compagnia di animali, che mantengono il candore del pelo, a differenza del terremoto di colori, che investe la carne degli uomini. Il riferimento del titolo è in relazione alla fase rem del sonno umano, quella dove compaiono i sogni e dove i nostri occhi addormentati sotto le palpebre, continuano a compiere movimenti rapidi e misteriosi (da qui la sigla: Rapid Eye Movements) che sembrano seguire le azioni vissute a livello onirico.

Questa fase è anche detta 'sonno paradosso', per l'attività  cerebrale che sviluppa immagini e avvenimenti e per il segreto andamento dello sguardo che crepita intorno al film che noi stessi stiamo girando, in contrasto con la naturale rilassatezza di tutti gli altri muscoli.

A questo sguardo rivolto all'interno, verso un paesaggio inconscio e a volte irraggiungibile persino per i sognatori, che al loro risveglio non ricordano il sogno, è dedicata la mostra. E agli occhi celati da un pensiero scavato e custodito nel mistero della vita comune è votata l'ultima ricerca di Pulini, che da qualche anno ha abbandonato il terreno amato della storia dell'arte, da cui estraeva appassionate citazioni, per quello calpestato e plasmato dal passo dei vivi.


 

PULINI-Massimo-Lungo_addio_Galleria_Ariete_arte_contemporanea

Massimo Pulini 'Il lungo addio'

 

 

SABRINA FOSCHINI

Rapid Eye Movements

 

'¦e s'adagiò nel letto del mio orecchio.      
E in me dormì. E tutto era il suo sonno.      
Gli alberi ovunque che ammirai e questa      
lontananza tangibile, questi toccati prati      
e ogni stupore mi colse.    
Lei dormì il mondo.    

R.M.Rilke        

 

Gli occhi sono la sola parte del nostro corpo che non riposa mentre dormiamo. Dentro la mandorla delle palpebre, continuano a muoversi velocemente, rivoltano il loro sguardo all'interno, in una speleologia dell'inconscio piena di sorprese e d'immagini molto più articolate di quelle della realtà . Una vita misteriosa insorge, protetta dall'intima arena del letto, teatro per un solo attore protagonista e al tempo stesso unico spettatore della messinscena. Dall'abbandono delle nostre membra come in uno sdoppiamento di personalità  emerge un mondo sotterraneo eppure aereo, fatto di visioni, di predizioni, paure che spezzano il fiato, e a volte risvegliano la voce.

 

Gli occhi inseguono il filmato che la mente disegna in presa diretta e assecondano le azioni immaginarie, di un uomo attaccato alla macchina virtuale della propria fantasia. La scienza, che a volte ama flirtare con la poesia, chiama la fase R.E.M. del nostro sonno, quella in cui si sogna: sonno paradosso. In questa fase, l'intensa attività  creativa del cervello sembra incepparsi rispetto alle coordinate spazio-temporali, che spesso appaiono confuse o sovrapposte. Pare che in quei momenti venga impiegata la parte più antica della nostra memoria cerebrale, quella bambina, che ancora non distingueva l'ieri dall'oggi. Altri studi scientifici attestano come la cura quasi materna degli uomini per i gatti domestici, prolunghi all'infinito la loro infanzia, così i sogni come ambigue gattare, perpetrano l'infanzia della mente. Da qui prende voce il titolo dell'esposizione: INTERNO REM, dove l'interno richiama l'occulto caleidoscopio messo in moto dalla macchina onirica, ma anche la stanza privata, l'ambiente domestico.

 

Per questa mostra lo sguardo di Massimo Pulini si è distaccato dal nucleo più ostico e concettuale della sua ricerca e ha preso una vacanza di tenerezza, rivolgendosi ad un album di affetti e persone che fanno parte di una cerchia amicale, un grappolo di vite legate alla propria. Così l'artista ha fatto sdraiare sui letti o sui divani, gli amici, gli amori e li ha colti nel momento dell'abbandono, dell'inizio del loro viaggio verso una dimensione inesplorata. Si direbbe quasi il tentativo di accompagnarli sulla banchina di un treno da cui si parte soli, una veglia silenziosa, una dedica, un saluto. E come a mitigare la separazione o il distacco, ha affiancato loro degli animali, che ne condividano il sonno, guardie addormentate e disarmate ai lati della soglia. I cani e i gatti sono i soli a conservare il candore del pelo o l'originale della tinta, mentre le carni delle persone sono investite dal terremoto dei colori.

 

E'un rimando ancora una volta scientifico, in direzione della termografia, quello strumento usato in campo medico, che permette di penetrare i corpi e di rilevare in una mappa cromatica, le zone calde e fredde che li compongono. Come in altre occasioni l'artista concepisce uno sguardo che intende trapassare le dimensioni, le porte chiuse, o l'involucro inviolabile di un essere vivo. In effetti Massimo ha da sempre inseguito il miraggio e il cimento di una visione che travalichi i limiti delle capacità  umane, qualcosa che assomigli alla concretizzazione di un'immagine fantastica, la fotografia dell'intangibile, ma per una volta invece di ricercare la traccia del sogno, ha preferito dedicarsi ai sognatori.

 

Questi dormienti in attesa di baci o di partenze, non conservano i loro nomi, ma portano il titolo di copertina di alcuni testi amati dall'artista, sempre in riferimento ad una memoria e una cernita privata. I libri citati si pongono idealmente come didascalia di un tempo o di un sentimento, e come nelle nostre vite stanno ad un passo dal sonno, anzi spesso sono l'ultimo gesto della nostra veglia, lasciato sul comodino o ai piedi del letto.

 

Già  da alcuni anni Pulini ha abbandonato la costante e severa monocromia della sua prima pittura, per aprirsi ad un bagno di colori accesi e violenti. È una festa bacchica di tinte e polpe dove lo smalto cola e naviga sui laminati plastici, con una libertà  vigilata che sembra circumnavigare l'ostacolo dei lineamenti, ma che finisce per essere arginata dai confini vittoriosi del volto. Ai suoi precedenti ritratti in primo piano, costruiti per laghi cromatici, in cui le pennellate si accorpano e mascherano la loro scia, ha dato i nomi scientifici di alcuni fiori, come in un campionario botanico di specie curiose. Al gioco della scienza l'artista si rivolge per ricavare la propria nomenclatura, mettere un'etichetta rigorosa ad un lavoro pittorico che al contrario, privilegia l'istinto. Ma in quelle enormi teste, grondanti colore come in una maschera di guerra, o una quintana da tintori, gli occhi restavano aperti, non crepitavano sotto le ciglia in movimenti anarchici e incontrollati.

 

Preferivano innamorarsi di un punto, qualcosa di remoto e indistinguibile alla vista, un crocevia di memorie in cui concentrare tutto, o tutto dimenticare. Con la cura quasi struggente delle ultime opere invece, Massimo Pulini sembra aver voluto addormentare le figure e le persone, per una di quelle malie che nelle favole fermano il tempo e mantengono vive e giovani le fanciulle, fino al tempo imprecisato del loro destino. Ha coltivato il desiderio di chiudere gli occhi alle statue, far riposare lo sguardo di chi, catturato da un quadro, lo ha concentrato per sempre su uno scenario reale e immutabile. Con il capo reclinato e il lenzuolo rimboccato agli orli, adesso la pittura sogna.

 

 

Pulini-Massimo-Narcisa-Galleria_Ariete_arte_contemporanea

Massimo Pulini   'Narcisa'