Alessandra Baldoni ‘Atlas’

L’ A R I E T E artecontemporanea Via D’Azeglio 42 Bologna

dal 24 ottobre al 21 novembre 2020 | www.galleriaariete.it | info@galleriaariete.it

Ingresso contingentato [normativa Dpcm 13 10 2020] da lunedì a sabato 17-19.30

per appuntamenti e prenotazioni visite tel 348 9870574

Prima personale di Alessandra Baldoni all’Ariete artecontemporanea  # link immagini  Atlas Alessandra Baldoni L’Ariete 2020

 Attualmente l’artista è presente con immagini dal ciclo ‘Atlas’ nella rassegna ‘ATLANTI, RITRATTI E ALTRE STORIE 6 giovani fotografi europei’ allestita in Palazzo Da Mosto a Reggio Emilia e prodotta da FOTOGRAFIA EUROPEA

Atlas di Alessandra Baldoni è un lavoro di ricerca e di memoria, un lavoro sul tempo, sul pensiero che concretizza i ricordi in costellazioni di immagini. Il lavoro nasce dall’incontro dell’artista con l’Atlas Mnemosyne di Aby Warburg, un atlante delle immagini in cui Warburg esplora le sopravvivenze e le permanenze delle immagini di antiche divinità e simboli nella cultura europea moderna. Una sorta di rinascita sottotraccia, di sopravvivenza per migrazione. Una mappa delle costanti della memoria occidentale – miti, figure, parole, simboli – in un campo di indagine che si apre sulle risonanze culturali tra Rinascimento, Antico e Contemporaneo.

Quello che ha affascinato l’artista è  l’idea delle tavole, della giustapposizione di elementi in apparenza distanti per provenienza e cronologia temporale (carte, statue, reperti archeologici, ritagli di giornale) che secondo Aby Warburg sono familiari tra loro, si richiamano, si fanno eco. Le immagini sono l’oggetto privilegiato di studio in quanto sono un modo immediato di “dire il mondo”. L’immagine è il luogo in cui più direttamente precipita e si condensa l’impressione e la memoria degli eventi. Nasce da qui l’idea di cercare il luogo visivo dove il mondo “fa rima”, di rintracciare  una corrispondenza sotterranea tra le cose – volti, animali, paesaggi, statue – come a trovare un senso, una catalogazione per somiglianza di forma, di colore, di significato. Scrive Georges Didi-Huberman “Fare un atlante significa creare dei tagli, fare un’inquadratura, diverse inquadrature, accumularle e montarle. La lettura del reale, attraverso un atlante si trasforma così in un vero e proprio atto inventivo. Allo stesso modo, colui che legge un atlante crea un proprio percorso interpretativo, operando a sua volta delle scelte, delle inquadrature tra le immagini accostate che ogni tavola gli pone di fronte.” Sequenze composte da dittici e trittici che cercano un’assonanza, immagini che si richiamano come se condividessero lo stesso segreto. Atlas  è una mappatura del mondo inquieta e perturbante¸ una narrazione che intreccia storie e suggestioni. L’ Atlas di Alessandra Baldoni racconta una storia fatta di legami e corde, di significati che si nascondono e si svelano lentamente allo sguardo. Una regola – un metodo – che si fonde in un principio di equilibrio nel caos apparente, che avvicina le immagini facendole brillare, incendiandole nel significato come a narrarne insieme la bellezza ed il mistero.

Alessandra Baldoni è nata a Perugia nel 1976. Vive e lavora a Magione, un paese vicino al Lago Trasimeno. Tra le sue mostre più recenti: “Gradazioni di luce”, Fondazione Dino Zoli, Forlì, a cura di Gigliola Foschi e Nadia Stefanel; “Everythings is Illuminated”, The Arts House, Singapore, a cura di Gigliola Foschi e Nadia Stefanel, entrambe nel 2019. Nel 2018: “Wunderkammer der Natur”, a cura di S. Raffaghello, Berlino, SR Contemporary Art, Berlino; “Il sangue delle donne” a cura di M. De Leonardis, Palazzo Fibbioni, L’Aquila; “Vertigo”, a cura di R. Vanali, Centro Fotografico, Cagliari; nel 2017: “Developing Italian Experimental Photography”, SR- ContemporaryArt, Berlino; “Gioco di Fantasmi”, a cura di Chiara Serri, CSArt, Reggio Emilia; “Chronos-Le stanze del contemporaneo”, a cura di Angela Madesani, Palazzo Vezzoli, Bergamo. Ha vinto il premio “Tiziano Campolmi” a Booming Contemporary Art Show, Bologna,  l’Open Call di Fotografia Europea 2020, Reggio Emilia ed è finalista al “Premio BNL” del Mia Photo Fair, Milano. Nel 2018 i suoi lavori sono entrati nella selezione del premio “Arteam Cup”, a cura di Espoarte, Fondazione Zoli (Forlì), e nel 2017 del “Premio Fabbri”, a cura di Carlo Sala, Fondazione F. Fabbri, Pieve di Soligo, TV.